IMBA trail building school

Dario: “guarda sul sito IMBA, fanno un corso di trail building a riva del garda il 12 e 13 maggio, andiamo?”

Io: “Ovvio”

E’ già da tempo che nelle nostre lunghe discussioni su sentieri, manutenzione, cosa ci manca e cosa sbagliamo, è venuta fuori questa figura, l’International Mountain Bicycling Association, abbreviato in IMBA.

IMBA è una associazione internazionale che nasce nel 1988 negli Stati Uniti, il suo obiettivo è quello di promuovere uno sviluppo sostenibile della mountain bike, con la costruzione di sentieri eco-compatibili, il volontariato per la manutenzione degli stessi, sviluppare dialogo tra i vari fruitori dei sentieri e il coinvolgimento delle associazioni e delle soluzioni innovative nella loro cura. Ad oggi conta più di 35000 membri in tutto il mondo e in Europa è rappresentata da IMBA Europe che è presente in ben 16 paesi. In Italia IMBA arriva nel 2012 con la fondazione di IMBA Italia da parte principalmente di Happy Trail MTB.

Spesso abbiamo parlato di come un’associazione così importante e forte a livello internazionale possa essere un amico da cui imparare e a cui chiedere aiuto e consiglio al momento di interfacciarsi con il nostro territorio. Così non potevamo perdere l’occasione di partecipare al corso per imparare tante cose sulla sentieristica e chiedere consiglio e rapportarci con chi ha o ha avuto problemi simili ai nostri.

Insomma le aspettative sono alte.

Partiamo il venerdì pomeriggio, la delegazione pisana è composta da Dario, Marco ed io (che poi son lucchese ma conta poco, le ruote le metto quasi sempre in territorio pisano), direzione Riva del Garda.

Appena partiti sbagliamo subito autostrada, dopo qualche km torniamo indietro, imbocchiamo la direzione giusta e ci spariamo 4 ore e mezza di autostrada con un’unica sosta per un gelato in autogrill.

Il tempo passa in fretta con discussioni a tutto tondo e Marco che si infiamma per ognuna.

Usciti a Rovereto prendiamo la strada per Riva, dopo qualche curva la valle si apre sul Lago di Garda, è il tramonto, e credo sia uno dei panorami più belli che abbia mai visto, la luce calda si butta sulle pareti a picco sul lago e qualche nuvolone nero in lontananza rende tutto più magico. Restiamo stupefatti anche dalla presenza di piste ciclabili, segnaletica per percorsi MTB, rastrelliere per bici ad ogni angolo e potrei continuare per ore, ma sarebbe un argomento troppo ampio. Semplifico dicendo che da queste parti sono un bel pezzo avanti per quanto riguarda la mobilità sostenibile ed il turismo outdoor, sia esso bici, montagna, o arrampicata sportiva.

L’appartamento prenotato da Dario si trova in una frazione sopra ad Arco di Trento, la strada sale ripida, ma la voglia di una birra ci fa procedere spediti, giusto il tempo di lasciare i bagagli e siamo di nuovo a far bagordi a Riva del Garda con un gruppo di ciclisti tedeschi incontrati al pub. A fine serata vanno via in bici in maniera encomiabile visto l’enormità di alcool che hanno trangugiato.

Sveglia alle 7, difficile trovare un bar con colazioni degne, un punto a favore della Toscana.

Arriviamo alla sede del corso in anticipo, ci sono già molte persone presenti (infatti saremo una quarantina a partecipare), ci facciamo vedere e dopo poco inizia il corso.

Rimaniamo nuovamente sbalorditi per le presentazioni, il corso è stato infatti organizzato da IMBA, come dicevamo, in collaborazione con AGBA e l’Apt Garda Trentino, che si è premurata di darci diversi gadget tra cui una bellissima cartina con tutti i percorsi ciclabili di zona sia MTB che strada. E’ fantastico vedere quanto interesse mettano nel turismo sportivo, anche se bisogna dire che il posto vista la spettacolarità si presta molto bene!

I membri di IMBA Italia che ci aiuteranno durante il corso sono diversi, da tante parti d’Italia, a conferma di come il corso sia un’occasione di sviluppo e interesse per tutti. I partecipanti al corso vengono dalle più disparate parti d’Italia, oltre ai locals ovviamente. Ci sono anche un ragazzo lettone e un polacco. E’ presente anche un simpatico ragazzo inglese Mark McClure, che si rivelerà un grande professionista e un ottimo insegnante, lui ed Edoardo Melchiori hanno una ottima capacità comunicativa, così la mattinata in aula passa in fretta e con interesse da parte di tutti.

Ci parlano prima di tutto dei 4 pilastri IMBA, che sono: dialoga, costruisci, rispetta, pedala. L’ordine è importante, prima di costruire un sentiero infatti bisogna dialogare con tutte le figure coinvolte, siano privati o enti pubblici, dopo la costruzione viene il rispetto, per il sentiero, per l’ambiente che lo ospita e per tutti i fruitori. Solo in fondo troviamo pedala.

Passiamo poi ai concetti più pratici per creare un sentiero, dalla progettazione alla messa in opera, la parola d’ordine è “SOSTENIBILE”. Secondo IMBA infatti un trail deve essere sostenibile per l’ambiente che lo ospita, deve durare nel tempo e richiedere minimi interventi di manutenzione.

Mark ed Edoardo ci spiegano che ci sono cinque elementi essenziali per creare un trail sostenibile:

-la regola della metà, cioè la pendenza di un sentiero non deve superare la metà della pendenza del pendio su cui è costruito.

-la regola del 10% di media, un trail quindi deve avere una pendenza media totale del 10% o meno.

-la massima pendenza sostenibile, per brevi tratti il sentiero può avere pendenza maggiore del 10% (sempre rispettando la regola della metà), questa pendenza massima si attesta tra il 15 ed il 20% a seconda del tipo di suolo, degli utilizzatori, di quanto piove nella zona e della difficoltà del sentiero.

-grade reversal, tradotto letteralmente è un’inversione di grado, praticamente sono panettoni e depressioni che aiutano l’acqua a defluire dal sentiero senza scavarlo, ma possono essere utilizzate anche per altri scopi.

-outslope, non so come tradurlo letteralmente se non dicendo che si tratta di una minima pendenza del sentiero lateralmente in modo da far defluire in maniera lenta ma costante l’acqua, di solito è circa del 5%.

L’acqua, alla fine è lei il vero protagonista, se gestita male contribuirà in modo importante al deterioramento del sentiero, a partire dai trail costruiti con troppa pendenza ad arrivare alle canaline di scolo (che finora avevo sempre ritenuto necessarie) che fanno più danni che altro! Insomma riuscire a far defluire l’acqua nel modo corretto è il principale obiettivo.

Dopo aver approfondito questi concetti e molti altri, ci spostiamo nel pomeriggio sul campo.

Siamo al campo sportivo di Dro, dove in mezzo ad un circuito ad anello per bici da strada si trova una bella collinetta dell’altezza di circa dieci metri su cui andremo a creare un sentiero.

Iniziamo a vedere tutti gli strumenti fondamentali sul campo, primo su tutti l’inclinometro. Si apre un mondo, uno strumento a noi prima d’ora sconosciuto ma di fondamentale importanza per la tracciatura in modo da rispettare le pendenze stabilite, controllare di rispettare la regola della metà e non superare mai la pendenza media né la pendenza massima

Passiamo quindi a progettare e tracciare quello che sarà un piccolo percorso per aiutare i principianti a migliorare la propria tecnica di MTB. Il percorso dovrà essere semplice, con pendenze moderate che si attestano su di un 5% in salita e circa un 7% in discesa. La tracciatura richiede tempo, i controlli con l’inclinometro sono molti e man mano che andiamo avanti si iniza a vedere la forma del sentiero, grazie anche alla bandierine che utilizziamo per segnare la traccia. Insomma il primo giorno passa molto in fretta e noi siamo sbalorditi e contentissimi.

La sera IMBA ha organizzato un bel pizza party con lotteria, che farà vincere un sacco di premi e finire altrettante amicizie per l’invidia. Primo ed ambitissimo premio uno zaino Evoc pensato specificatamente per il trailbuilding, inutile dire che non abbiamo vinto né quello né altro, ma ci siamo divertiti molto, e abbiamo avuto modo di parlare e confrontarci con gli altri partecipanti al corso.

La domenica parte veloce, colazione e poi al lavoro per la costruzione del sentiero, ci spartiamo i compiti, c’è molto da fare, tra lo spostamento di massi (noi il nostro sasso pisano alla fine lo lasceremo li dov’era perchè troppo troppo GROSSO), la rimozione di alberi abbattuti e relative radici, la costruzione di curve, lastricati e tagli a panchina lungo il fianco della collinetta. Il sentiero sta prendendo forma, risuciamo a vederlo, è una gran soddisfazione. Purtroppo a fine giornata arriva la pioggia a farci finire in anticipo il lavoro, qualcuno stoicamente resiste, ma alla fine è richiamato alla saviezza dagli amici.

Facciamo un’ultima riunione in cui ci vengono consegnati degli attestati di partecipazione e in cui abbiamo modo di fare delle foto ricordo. E’ tempo di saluti, ci scambiamo i contatti, invitiamo tutti a venire a trovarci a Pisa, il tempo di cambiarci i vestiti bagnati e già ripartiamo verso casa.

Credo di poter concludere solo con un grande GRAZIE ad IMBA Italia per questo corso, a Mark ed Edoardo per la pazienza e la semplicità con cui ci hanno spiegato ogni cosa, a tutti i presenti di IMBA che ci hanno assistito durante il corso, a Dario e Marco per aver condiviso con me questa esperienza e a tutta la zona che ci ha ospitato per farci vedere quanto possiamo fare per sviluppare un turismo sportivo, sostenibile e economicamente conveniente per il territorio.

Quello che abbiamo imparato ha cambiato il mio modo di vedere i sentieri, la loro costruzione e la loro manutenzione.

(chi un è venuto è un brodo.)

Matteo

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