Due giorni a Punta Ala

Punta Ala, provinca di Grosseto.

Un’oasi sicura durante l’inverno e tra i miei spot preferiti in assoluto. Sono riuscito a convincere Dario ,detto “il Mullah”, e Mattia, detto “Peppo”, a fare una due giorni di riding e campeggio all’addiaccio in mezzo ai cinghiali: divertimento assicurato!

Partenza stabilita ore 13 del sabato mattina. Passo a prendere Dario, carichiamo la sua bici e i suoi bagagli nella fedele Multipla e partiamo, stranamente in orario. La tabella di marcia subisce un brusco rallentamento alla seconda sosta, casa del Peppo. Ripartiamo in tutta tranquillità, vogliamo goderci questi due giorni senza fretta. Arrivati a Punta Ala decidiamo di fare un giro lungo il mare per gustarci una birra e il tramonto da Cala Violina, una delle più belle spiagge del litorale toscano. Ci cambiamo e montiamo le bici sempre con la dovuta calma e partiamo. Inutile dire che il giro è fantastico, temperature primaverili e una dolce strada sterrata ci accompagnano fino alla meta, entriamo a Cala Violina e ci godiamo lo spettacolo del sole che si tuffa nel mare insieme ad una birretta, torniamo alla macchina decisamente estasiati. Il tempo di iniziare a cambiarsi e il morale cala bruscamente, ci hanno aperto la macchina e hanno rubato pantaloni e giacca a Mattia e Dario, io sono stato fortunato e passo la serata vestito. Ci riprendiamo comunque in fretta con un bel panino con hamburger di chianina e una birra, andiamo a montare le tende e la notte passa piuttosto in fretta.

La domenica mattina ci alziamo e smontiamo il campo con la calma che ci contraddistingue. Il programma della giornata prevede 40km e 1400D+. Una breve colazione e siamo pronti a mettere le ruote sui sentieri delle Bandite di Scarlino. Primo sentiero da programma è Gagliardo, poco più di 1 km di flow e pendenze ridotte, qualche sponda e qualche rilancio, insomma il sentiero perfetto per scaldarsi. Saliamo poi a Tirlì per fare la famosa Quercia Numerata, che dire, sentiero fantastico, sempre tanto flow, qualche punto scassato e tanta ma tanta velocità. Adesso inizia il calvario, dalla mappa avevo trovato una buona strada di rientro per ributtarci poi su 301 e 3Dita, i sentieri che avevamo deciso di percorrere dopo un leggero pasto. La strada non si è rivelata poi così buona come sembrava dalla cartina, Peppo soffre inesorabilmente gli strappi che si presentano, io navigo nelle pozze di fango che mi arrivano fino al ginocchio e Dario maledice il momento in cui ha detto “si a me va benissimo questo giro”.

Arrivati alla macchina distrutti e in netto ritardo il veloce spuntino si trasforma in un pantagruelico pranzo all’osteria più vicina, piccola sosta sul mare per una birretta prima di tornare a casa e poi via in autostrada!

Due giorni Fantastici!

 

Qui un piccolo edit uscito dalle mie scarse doti di videomaker

 

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